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Madrid, 22 Maggio 2017

Ironman: vincerlo è difficile, riconfermarsi lo è ancora di più, specie quando la gara è quella di Lanzarote, la più dura del circuito IM, che ogni anno fa storia a sè, perché ogni anno le condizioni climatiche la rendono sempre selettiva e imprevedibile. Tutto questo però Alessandro Degasperi lo sapeva già prima. L’aveva dominata nel 2015: anche allora era la sua prima gara stagionale dopo l’infortunio alla spalla, anche allora l’obiettivo era fare bene, gestirsi e cercare il miglior piazzamento possibile. Ed arrivò la più bella vittoria della carriera. Ieri a Puerto del Carmen il copione si è ripetuto quasi interamente. I protagonisti erano diversi, c’erano i vincitori delle edizioni 2012 (Victor del Corral), 2014 (Romaine Guillaume) e 2016 (Jesse Thomas), e un parterre di livello mondiale come ormai ci ha abituati il circuito IM. Ma Alessandro era preparato a tutto questo, sicuro del grande lavoro fatto in questi mesi proprio per cercare il miglior risultato possibile in quella che si può dire quasi con certezza, sia una delle gare che più gli calza a pennello. “Venivo da un periodo di allenamento molto intenso – ha detto Degasperi – dove mi sono focalizzato al massimo sulla frazione bici per ridurre il gap rispetto al 2016. Inoltre, l’infortunio alla spalla di inizio anno aveva compromesso la parte iniziale della mia preparazione, costringendomi a rivedere i piani e a saltare l’Ironman Sudafrica (African Championship) di inizio Aprile. La frazione di nuoto però, sono riuscito a sistemarla abbastanza bene, almeno per una gara come questa, uscendo dall’acqua nel secondo gruppo con buone sensazioni. Quest’anno, in bici, sapevo in cuor mio di poter contare su una condizione diversa, e non vedevo l’ora di confrontarmi con il percorso più duro dell’Ironman, e con alcuni tra i migliori triatleti al mondo particolarmente forti proprio in bici. Sono rimasto quasi sempre tra i primi, arrivando verso metà percorso in terza posizione, salvo poi scivolare quarto, con una leggera flessione sul finale. Mi sono accorto comunque di stare bene e ho preferito non strafare per preservarmi in ottica maratona che sapevo essere la mia frazione migliore. Sono sceso in T2 quarto con un ritardo dalla testa di circa 10 minuti dai 2 battistrada (Aernouts – 8° l’anno scorso a Kona – e Guillame) e poco più di 2′ da Jesse Thomas (vincitore 2016 con il miglior parziale a piedi). Sono partito subito forte, ma sempre controllando, senza esagerare, e già al 15° km sono riuscito a passare in terza posizione. Al passaggio della mezza avevo solo 1′ di svantaggio su Jesse Thomas, mentre la testa della corsa rimaneva sempre lontana, con un Bart Aernouts in gran giornata. Attorno al 25° km mi sono portato appena dietro a Thomas, e rallentando un po’, mi sono reso conto che la sua corsa non era brillante, quindi ho deciso di tenere il mio passo e superarlo subito. Alla fine del primo giro (30° km) correvo ancora bene, ma incrociando Bart mi sono reso conto che anche lui correva ancora forte e che non sarei riuscito a riprenderlo, mentre il vantaggio su Jesse era già oltre 3′. A quel punto ho deciso di controllare la seconda posizione senza rischiare niente, ma anche senza mollare troppo, per godermi un arrivo così speciale come quello dell’ IM Lanzarote, e una seconda posizione molto importante sia per il morale che per i punti in ottica Kona.”

 

Alessandro Degasperi durante la stagione 2017 viene supportato da sponsor e aziende partner come CEEPO Vision Pioneercyclo Santini Cycling Wear EKOÏ Fi’zi:k Scicon Bags BV Sport Polar Enervit Compex Hoka One One Aqua Sphere FIZAN SuperOp Training Optimizer Trispecialist.com